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Gaeta: tra leggenda e realtà

by admin

Potreste aver già sentito parlare di Gaeta. Da più di 2000 anni è punto d’interesse per ogni italiano, inclusi santi, papi e imperatori. Si trova all’interno di un’insenatura naturale, il golfo di Gaeta, ma la città si arrocca su un’altura, in pratica un  porto sicuro e una fortezza inespugnabile.

 

La natura suggestiva del posto ha ovviamente dato lo spunto, più volte nel corso degli anni, a leggende, a partire dalla storia gloriosa del soggiorno di Ulisse e di Enea nella città antica, per arrivare alle credenze più vicine alla cristianità ma sempre folkloristiche legate alla montagna spaccata.

Quest’ultima, che si dice essersi spaccata in altezza alla morte di Cristo, è costellata di riferimenti religiosi. Una scalinata si sviluppa sulle pareti rocciose da un magnifico santuario benedettino in stile barocco, e porta fin dentro la montagna, accompagnando l’avventore (o il pellegrino) con le stazioni della Via Crucis, opera di R. Bruno, nobilitate da didascalie illustri. A un certo punto, addentrandosi nella fenditura, è possibile notare un distico latino, vicino al quale è situata la cosiddetta “mano del turco”: un’impronta di 5 dita nella roccia che si dice appartenere ad un marinaio saraceno, il quale non credeva alla causa leggendaria della spaccatura e si appoggiò alla roccia che  divenne talmente morbida da permettergli di affondare le dita, che sono rimaste per sempre impresse.

 

Di saraceni, che sono marinai di natura, a Gaeta ne passarono tanti, ed è vicino a quell’impronta che si trova la “grotta del turco”, dove stanziavano. Questi, aspettavano le navi nascosti nella grotta naturale al di sotto del santuario per saccheggiarle; senza di loro il posto rimane un gioiello naturale dove una moltitudine di visitatori si reca ogni anno per rimanere a bocca aperta; qui si trova anche il “letto di San Filippo Neri”: una pietra appiattita che il santo usava per riposare.

In questo luogo magico si può ammirare, tornando all’esterno, addirittura una piccola cappella realizzata su un masso staccatosi dalla roccia ed incastrato nella fenditura; la montagna spaccata è una delle attrazioni più importanti della città, e vale davvero la pena visitarla, un luogo suggestivo immerso nella storia, con viste mozzafiato a farne da cornice, da visitare assolutamente anche se ci si trova di passaggio.

 

 

Come ciliegina sulla torta, Gaeta presenta anche un’altra struttura incredibile, quasi surreale, sospesa sulla roccia solo per meravigliare gli occhi di chi la osserva,  il Tempio di San Francesco, una cattedrale neogotica situata nella parte medievale della città, piuttosto lontano dalla spiaggia dorata, che presenta diversi motivi per giustificarne una visita. Viene annunciata da una scalinata direttamente al di sotto dell’entrata, dove si trova una statua di San Francesco, al quale è consacrata; la chiesa si sviluppa in altezza, una particolarità interessante data la posizione a strapiombo, ma la caratteristica più bella è sicuramente la panoramica che si ottiene dall’altura su cui è situata: una visuale completa sul golfo di Gaeta e sulla città medievale, con i suoi campanili e le strutture difensive (mura e bastioni) in evidenza.

 

Questa città ha molte sorprese, che non si limitano alle cose descritte in questo articolo; questi punti di interesse, comunque, sono di grande effetto e scommetto che la voglia di vederli è tanta, se volete. Vi attende una giornata intensa, non monotona e siate pronti ad essere meravigliati da queste chicche; non esitate a mettervi in viaggio alla volta di Gaeta!

1 Dicembre 2018, Massimo De Fusco

Autore foto Dario Di Giorgio 

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