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Isola del Liri

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E’ l’unica città al mondo ad ospitare nel suo centro una cascata, generata dal fiume Liri, con un salto di ben 27 metri e con una portata rilevante. Il Liri è quel fiume che prima della cascata si biforca per poi ricongiungersi un po’ più a valle: formando così l’sola che insieme al fiume identifica questa splendida cittadina situata nella media valle del Liri, in provincia di Frosinone, in Ciociaria, nel Lazio meridionale. Chiamata anticamente Insula Filiorum Petri, poi isola di Sora, acquisì solo nel 1869 l’attuale denominazione: Isola del Liri.

Fin dall’800 Isola del Liri è stato un dei poli industriali più importanti del meridione a seguito della presenza dei Francesi che sfruttarono la ricchezza di acqua presente per insediarvi alcune cartiere e grandi industrie (feltrifici e cotonifici). All’inizio del secolo scorso fu addirittura creata la prima scuola per cartai e nello stesso tempo la produzione di carta raggiunse livelli di eccellenza mondiale. Tale sistema produttivo ha prosperato sino ai primi anni ottanta per poi scontare fortemente la crisi industriale dell’economia italiana. Tutte le antiche cartiere hanno cessato la produzione lasciando sul campo solo realtà più moderne e tutte italiane ab origine. La cittadina di Isola del Liri si è dovuta, quindi, rimboccare le maniche per far si che l’archeologia industriale imperante affossasse definitivamente l’economia locale. L’intuizione vincente è stata quella di consentire ed agevolare il riuso dei siti industriali dismessi da parte di piccole e piccolissime attività imprenditoriali manifatturiere e di servizi da un lato e di favorire le attività commerciali e di accoglienza nel centro storico. Una siffatta politica ha trasformato la città nel cosiddetto “salotto della Ciociaria”, pieno di locali, frequentato da una moltitudine di giovani e turisti che godono dello spettacolo offerto dal fiume Liri, dalla Cascata e dagli scorci che il centro offre.

In questo scenario è da considerare come attore principale, insieme al fiume, il Castello medioevale Boncompagni – Viscogliosi, nato dalla trasformazione nel XV secolo di una preesistente rocca in una temuta fortezza. Il castello ducale, che ha una terrazza affacciata a pochi metri dal corso del fiume, il quale lo invade in alcuni sotterranei per muovere antiche turbine idrauliche, visitabili, al suo interno conserva il meraviglioso salone dei diciotto paesi con un particolarissimo soffitto ligneo con affreschi riguardanti i possedimenti del ducatoche comprendeva ormai il Ducato di Sora ed il Marchesato di Aquino, non mancando di sottolinearne l ’antichità ed i figli illustri: Caio Mario, Cicerone, Tito Pomponio Attico, S.Tommaso d’Aquino.Il castello Boncompagni è la metafora della stabilità, della sicurezza e del benessere che gli isolani vissero dal momento in cui il castello fu acquistato dal Papa Gregorio XIII nel 1580 per 100.000 scudi d’oro pagati a Giovanni d’Aragona della Rovere. Il Papa provvide all’acquisto del Ducato di Sora con annesso castello per donarlo al figlio, il Marchese di Vignola Jacopo Boncompagni. I Boncompagni scelsero il castello come loro dimora abituale e impiantarono alcune attività produttive tra cui una rameria ed una fabbrica di abiti in lana.

Isola del Liri è una città sicuramente meritevole di una visita turistica che non sia, però, frettolosa, sbrigativa, superficiale perché occorre del tempo per imparare a cogliere gli aspetti più autentici delle radici e della storia di cui trasuda tutta la cittadina.

Fontana Liri, 10/01/2020 Massimo De Fusco

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