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Ravello

by admin

La costiera amalfitana somiglia ad un balcone, sospeso tra mare e terra, lungo cinquanta chilometri, che consente di godere in ogni direzione si guardi, verso il mare o verso la costa, di panorami maestosi e dai colori unici, tra i più belli del mondo.
La “Divina Costiera”, così chiamata per esser da decenni meta prediletta del jet set internazionale, è famosa in tutto il mondo ed è dal 1997, a buon diritto, patrimonio dell’umanità UNESCO.
Capi di stato, Divi del cinema, atleti, uomini d’affari hanno soggiornato qui e continuano a farlo regolarmente.
Solo per citarne alcuni: Gianni Agnelli, Greta Garbo, Rudolf Nureyev, Vittorio Emanuele III ma anche Leonardo Di Caprio, Tom Hanks e ancora molti altri.

Lungo questa meraviglia della natura e dell’opera dell’uomo, adagiata su uno sperone roccioso, a circa 350 metri d’altezza, sta Ravello, la “città della musica” cosi chiamata per i tanti eventi musicali di richiamo internazionale, tra cui il Ravello Festival, dedicato a Richard Wagner.
Il grande compositore tedesco soggiornò a Ravello e se ne innamorò all’istante, tanto che, si dice, egli trasse ispirazione dalla bellezza del luogo per completare il suo celeberrimo “Parsifal” nel 1880.
Vero o no, certamente tutta quella bellezza rimase nel cuore dell’artista che ne conservò un vivido ricordo per tutta la vita.
Ad affascinare Wagner, e ad ispirarlo fu in particolare la visita a Villa Rufolo e relativo giardino, storico edificio appartenuto alla famiglia omonima. Sembra che proprio qui immaginò il giardino di Klingsor per il suo “Parsifal”.

E Rufolo era anche Landolfo, avventuriero di Ravello protagonista di una nota novella del Decameron di Giovanni Boccaccio.
Non meno suggestivo è il belvedere di Villa Cimbrone, di cui lo scrittore Gore Vidal ebbe a dire: “Mi fu chiesto da una rivista americana quale era il luogo più bello che io avessi mai visto in tutti i miei viaggi, e io ho risposto: il panorama del belvedere di villa Cimbrone in un luminoso giorno d’inverno, quando il cielo e il mare sono così vividamente azzurri che non è possibile distinguerli l’uno dall’altro.
Forse il panorama più bello tra tutti in città.
L’immagine simbolo di Ravello, con le sue due cupole caratteristiche rappresentate in ogni immagine della città o cartolina è la Chiesa dell’Annunziata, risalente al XIII secolo.

Impossibile non menzionare il Duomo di Ravello: risalente all’XI secolo. In esso è custodita l’ampolla contenente il sangue del santo patrono Pantaleone, che proprio come il sangue del più celebre San Gennaro ogni anno sembrerebbe liquefarsi.
Al Duomo è annesso il Museo dell’Opera del Duomo.
Una citazione merita infine l’Auditorium Oscar Niemeyer, sede del Ravello Festival, progettato dal celebre architetto brasiliano a cui deve il nome.
Andre Gide, tra i molti celebri ammiratori della città, scrisse: ”Ravello è più vicina al cielo di quanto non sia lontana dalla riva del mare”.
Certamente essa resta per sempre vicino al cuore e allo spirito di chiunque abbia avuto occasione, almeno una volta, di visitare quei luoghi.

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